martedì 11 agosto 2015

" E' forse questo che si cerca nella vita, nient'altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire "
                                    (Celine - Viaggio al termine della Notte)


Dovremmo ricominciare a stridere, a scrivere, a circondare l'isola di segnali che all'occhio allentato potrebbero rivoltarsi e significare qualcos'altro che non sia il consolidamento delle forme. Allentato come lo sguardo che ritorna indietro dopo un lungo viaggio che nulla ha lasciato, se non un contenitore ampio come l'orizzonte. Dovremmo colpire con silenziose spire i vaneggiamenti delle sillabe che si spiaccicano al vento come tante tante indecifrabili gocce di memorie mai dome e di memorie mai accordate. Dovremmo ricominciare a rivoltarci come se non fosse accaduto nulla che non sia un fremito. La nostra mitologia è colma di orrori e seduzione.





Tricky - Bombing Bastard

martedì 7 aprile 2015

Perchè, si domandò, invece di proteggere questi pacifici e bellissimi erbivori, si era trovato suo malgrado a schierarsi dalla parte dei predatori? Eppure era cresciuto ascoltando le storie di Cappuccetto Rosso e del signor Dongguo, aveva imparato fin da piccolo a considerare il lupo un assassino di cui aver paura. "Mi fanno compassione queste creature innocenti, non meritano una fine così atroce" esclamò. "I lupi sono esseri crudeli. Hanno in dispregio la vita altrui. Sono sterminatori, sono spietati, è vero che bisognerebbe ucciderli tutti..." Ma, notando che Bileg aveva cambiato espressione, ingoiò il resto della frase. Si rese conto di aver offeso profondamente il vecchio. Aveva insultato la sua divinià, il simbolo della prateria, il totem del lupo. Era pentito. .... Il vecchio lo fissò negli occhi. "E all'erba, allora, non ci pensi? Non è vita anche quella? Non è vita anche la prateria? In questa regione l'erba è la fonte della vita. E' la Grande Madre dalla quale dipendono tutte le forme inferiori di esistenza, compresa quella degli uomini e dei lupi. ... Gli animali erbivori sono sterminatori molto più efferati dei lupi perchè si cibano del nutrimento che è all'origine del Tutto. Hai compassione delle gazzelle? E per l'erba non provi pena? Le gazzelle non sono povere creature. Hanno zampe per correre e, nella corsa, fanno sputare sangue ai loro inseguitori. Se hanno sete, vanno al fiume e bevono; se hanno freddo, si scaldano ai raggi del sole. Ma l'erba no. L'erba è fragile, delicata. Ha un destino ingrato. .... Nella prateria, se davvero credi nella giustizia, è per l'erba che devi avere pietà. ... " ( Il Totem del Lupo - Jiang Rong )

            Funeralus - Verdena

lunedì 21 luglio 2014

Nessuno ha mai saputo darci una risposta definitiva, che fugasse ogni dubbio e che rendesse obsoleta la domanda che studiosi di ogni ramo del sapere costantemente si pongono come rappresentanti dell'intera umanità: cosa distingue l'uomo da tutto il resto del genere animale? Quali particolarità ci ha reso quel che siamo? Le risposte sono molteplici, ognuna derivante dalla particolare specializzazione che lo studioso ha accolto in se allargandone i confini sino ad inglobarsi interamente: il linguaggio, la cultura, l'intelligenza, la capacita di costruire strumenti/cose , l'essere immagine e somiglianza di dio, l'aver ingerito il pomo della conoscenza, un monolito nero,  la fantasia, l'immaginazione, l'autoconsapevolezza, l'emozione, il pollice opponibile, l'edonismo, la crudeltà...
Come potrei avere una risposta, e infatti non ho nulla che possa placare il dilemma che tanto ci assilla con presunzione tipicamente umana. Come tipicamente umane sono tutte le risposte con cui tentiamo di pervenire ad una soluzione definitiva. E' il nostro istinto, che crediamo di aver trasceso a ripresentarsi torbido e mimetizzato fra le molteplici attività che l'uomo è immemore di compiere in funzione di un unico scopo: la soddisfazione del suo istinto. E' un immane rituale che compiamo come un gioco che si protrae in giri innumerevoli sul medesimo circuito che ci appare sempre diverso per via di alcuni specchi che confondono le acque come se la nostra visione fosse sempre corrugata da un getto continuo di massi nello stagno delle nostre riflessioni. E' una immane stupidità quella che ci tiene occupati: costruire cose che poi distruggiamo, e forse questo è il nostro costrutto fondamentale.
La sensazione di libertà che mi attanaglia è solo una sofisticata catena che mi tiene a galla in un cielo invaso da tante altre esistenze come la mia; forse l'unico senso possibile è quello del vento, scovare fra innumerevoli folate quella che più calza attorno alla nostra indifesa pelle sospingendoci verso un orizzonte che ha la sola funzione di placare il dolore e colmare il diaframma di aria che modula la nostra canzone, il suono che possiamo condividere solo con il tacito accordo della ribollente fiamma che consuma ogni strada sotto i nostri piedi sollevati da terra quel tanto che basta da farci passare sotto ogni futilità che non valeva la pena e che non vale la nostra pena. 


                                                                "UTOPIA"




lunedì 14 aprile 2014

"La vorremmo tutti, in fondo, una donna con cui stare in silenzio"

Vorremmo tutti, in fondo, un uomo che si prenda cura di noi. Vorremmo tutti, in fondo, essere apprezzati per quello che sappiamo far meglio, per quello che siamo meglio, per quello che per noi, in fondo, è la normalità, il nostro dovere. Vorremmo tutti qualcuno, in fondo, che ci riconosca.

" Still life " 

mercoledì 30 ottobre 2013

" Ma tu non credi proprio in niente?", esclamai esasperato.
"No, non credo in niente e in nessuno, soltanto in Zorba. Non perchè Zorba sia migliore degli altri, per niente, ma proprio per niente! E' una belva anche lui. Ma credo in Zorba perchè è solo su di lui che ho potere, è solo lui che conosco, tutti gli altri sono fantasmi. Vedo con i suoi occhi, ascolto con le sue orecchie,digerisco con le sue viscere. Tutto gli altri, ti dico, sono fantasmi. Quando morirò io, moriranno tutti. L'intero mondo di Zorba sprofondera!".

                                     (Nikos Kazantzakis - Zorba il Greco)

domenica 27 ottobre 2013

" Certamente il cuore dell'uomo è una fossa chiusa colma di sangue, e quando si apre corrono ad abbeverarsi e a riprendere vita tutte le inconsolabili ombre assetate, che sempre si affollano intorno a noi e oscurano l'aria. Corrono a bere il sangue del nostro cuore, poichè sanno che altra ressurezione non esiste. "  
                            (Nikos Kazantzakis - Zorba il Greco)