giovedì 27 agosto 2026

 Un fiore può sempre dischiudersi, e accogliere gli impollinatori, che siamo noi lettori nei riguardi di un libro, o qualsiasi evento in cui, anche fortuitamente, si posa un essere attratto dalla nostra fragranza.

 La sede dell'anima? Esiste un luogo della nostra carne capace di contenerla? No, non c’è uno spazio in noi dove l’anima dimori. Siamo noi, piuttosto, i frammenti della sua vastità.

lunedì 23 febbraio 2026

 
Il mio abbraccio è un'onda che si ritira prima di ar(riva)re.

lunedì 2 giugno 2025

 Jung: " Per quanto ci è dato conoscere, l'unico significato dell'esistenza umana è di accendere una luce nelle tenebre del puro essere. Si può benissimo supporre che, come l'inconscio agisce su di noi, così lo sviluppo della nostra coscienza agisca sull'inconscio! "

E' una supposizione plausubile, fra tutte quelle che si interrogano sul senso della vita. Per quanto mi riguarda, ho sempre gradito l'idea, supportata dalla feconda immaginazione indiana, della forma di un Visnu che dorme sognando l'universo, trasudandolo dalla sua pelle, come una proiezione olografica, giusto il tempo di un suo respiro. Quindi, innumerevoli universi, che si dilatano e contraggono, diastole e sistole. Forse lo aveva intuito anche Shakespeare: " Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita."
I poeti sono così vicini a smascherare i segreti del cosmo.
E' affascinante. Per quel che mi concerne, non avendo la feconda immaginazione orientale, potremmo essere tentativi dell'Universo di conoscere se stesso. Esperienze che si accumulano, tessere di un mosaico ancora sconosciuto, in divenire. E l'unica incombenza che mi riservo di attribuire alla vita, alla nostra esistenza, riguarda lo sviluppo della nostra comprensione, il cui unico fine potrebbe essere quello di riconoscerci l'un l'altro. Non vedo altro scopo, se non quello di celebrare costantemente questa prezioso accidente che è la nostra vita. Questa è l'unica missione che ritengo plausibile realizzare. Poi, se avremmo contribuito a consegnare un barlume di consapevolezza a quel qualcosa, il cui intento è ritrovarsi, tanto meglio.

mercoledì 23 ottobre 2024

Il segreto è che non ho più paura
non ho più paura
non più di quanta ne avessi quando avevo paura
adesso non ho più paura
adesso che non ho più paura
esitante è a schiudersi le labbra
per paura
per timore
che possa sfuggirmi d'inciampo il segreto
il segreto che non ho più paura
 


sabato 5 ottobre 2024

 " I nostri errori sono necessari, sono necessari per sviluppare la nostra individualità, e vanno riconosciuti nel loro vero significato per aiutarci a liberarci veramente " , cosi ho letto dalla Mitobiografia di Bernhard.

 E così qualche tempo fa parlai e incontrai un amico che da parecchio mi sgusciava via e lui disse la stessa cosa di me! E allora ci fermammo dentro una tazza bollente di caffè a parlare e poi mi disse qualcosa che ho ritrovato in questa frase che così estrapolata può non significare nulla o troppo e quindi ancora più nulla ma mi confidò, raccontandosi, che a volte riandava ad alcuni momenti della sua vita, e intensamente le emozioni lo scuotevano, momenti in cui avrebbe, con il senno di poi, agito diversamente, tutta quella serie di errori e cantonate e imbarazzi... oh mi disse, proprio con queste parole, quanti impacci. Mi disse che ripensandoci si sentiva come allora, furioso o imbarazzato a disagio o in colpa, comunque inadeguato, e che per un attimo ha inteso, e se come sono ora, potessi rimettermi in quei panni e tirarmi fuori con brillantezza e acume e con totale padronanza? Una domanda retorica mi parve al momento, ma non subito dopo perchè senza trasalire mi confidò che no, non sarebbe come è ora. Tutti quegli abbagli, e frustrazioni e sconforto anche, tutta l'erosione di quello che credeva di essere, tutto lo sfacelo insomma, è come se lo avesse guidato ad essere come è ora. Non migliore. Non più opportuno. Solo un poco più consapevole, ma giusto un sospiro, e ad accettarsi, senza più sprofondare nell'inadeguatezza. Ecco, mi disse, sarei come ora? Forse la mia vita sarebbe diversa, forse sarei collettivamente più realizzato, ma sarei in grado di vedermi, come ora, distintamente riflesso? Alzandosi si diede un ultimo sguardo allo specchio, con la coda dell'occhio come quando nel cielo sorprendi le stelle svelarsi prima di occultarsi nuovamente. Un cenno come a dire non perdiamoci di vista.



venerdì 6 settembre 2024

 Quante volte aveva immaginato, potrebbe considerarsi un esercizio, la propria morte.
Non che le avesse contate, ma si svuotava d'ogni cosa, di pensieri, di sensazioni, di sè stesso per così dire, e poi non che ci fosse qualcosa, non rimaneva più nulla, eppure era ancora vivo, nonostante non ci fosse più nulla, era ancora vivo ad immaginarsi la propria morte.
Ed ecco che lo prendeva poi una commozione, lo prendeva tanto si stupiva che ci fosse ancora qualcosa, e si commuoveva presenziando alla propria morte. 
Come se si stupisse che quel suo corpo volesse ancora vivere, la volontà della materia vivente, gli imperativi della carne e delle cellule e forse anche dei batteri, era una forza a cui quel pensiero doveva soccombere.
Gli restava solo d'immaginarsi, come fosse un esercizio, la propria morte.