venerdì 28 agosto 2026

Svanirò, là dove solo tu saprai ritrovarmi.
Mi troverai, là dove solo tu potrai smarrirmi.
Mi smarrirai, là dove solo tu potrai condurmi.
Mi condurrai, là dove solo tu saprai nascondermi.

 Quando penso tutto è perduto, quando sento tutto è riconquistato. Quando penso mi allontano. Quando sento mi avvicino. Quando penso ovunque sono un'estraneo. Quando sento mi riconosco ovunque.

Pensami, quando non mi sentirai più.

 Ho la pelle completamente tatuata, d'inchiostro invisibile.

 L'eternità è nelle storie, dobbiamo ascoltarle, e raccontarle.

giovedì 27 agosto 2026

 Non ho mai fatto nulla di concreto. Ho scalato abissi, e mi sono immerso nelle profondità delle vette, senza mai fare un passo. Sono una nullità. Un concentrato sterile di ego. Ho sempre e solo pensato a me stesso. Non avrò nessuno. Dovrò farla finita quando non sarò più in grado di badare... un modo, ci deve essere un modo pulito per restituirmi.

 Un fiore può sempre dischiudersi, e accogliere gli impollinatori, che siamo noi lettori nei riguardi di un libro, o qualsiasi evento in cui, anche fortuitamente, si posa un essere attratto dalla nostra fragranza.

 La sede dell'anima? Esiste un luogo della nostra carne capace di contenerla? No, non c’è uno spazio in noi dove l’anima dimori. Siamo noi, piuttosto, i frammenti della sua vastità.

lunedì 23 febbraio 2026

 
Il mio abbraccio è un'onda che si ritira prima di ar(riva)re.

lunedì 2 giugno 2025

 Jung: " Per quanto ci è dato conoscere, l'unico significato dell'esistenza umana è di accendere una luce nelle tenebre del puro essere. Si può benissimo supporre che, come l'inconscio agisce su di noi, così lo sviluppo della nostra coscienza agisca sull'inconscio! "

E' una supposizione plausubile, fra tutte quelle che si interrogano sul senso della vita. Per quanto mi riguarda, ho sempre gradito l'idea, supportata dalla feconda immaginazione indiana, della forma di un Visnu che dorme sognando l'universo, trasudandolo dalla sua pelle, come una proiezione olografica, giusto il tempo di un suo respiro. Quindi, innumerevoli universi, che si dilatano e contraggono, diastole e sistole. Forse lo aveva intuito anche Shakespeare: " Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita."
I poeti sono così vicini a smascherare i segreti del cosmo.
E' affascinante. Per quel che mi concerne, non avendo la feconda immaginazione orientale, potremmo essere tentativi dell'Universo di conoscere se stesso. Esperienze che si accumulano, tessere di un mosaico ancora sconosciuto, in divenire. E l'unica incombenza che mi riservo di attribuire alla vita, alla nostra esistenza, riguarda lo sviluppo della nostra comprensione, il cui unico fine potrebbe essere quello di riconoscerci l'un l'altro. Non vedo altro scopo, se non quello di celebrare costantemente questa prezioso accidente che è la nostra vita. Questa è l'unica missione che ritengo plausibile realizzare. Poi, se avremmo contribuito a consegnare un barlume di consapevolezza a quel qualcosa, il cui intento è ritrovarsi, tanto meglio.

mercoledì 23 ottobre 2024

Il segreto è che non ho più paura
non ho più paura
non più di quanta ne avessi quando avevo paura
adesso non ho più paura
adesso che non ho più paura
esitante è a schiudersi le labbra
per paura
per timore
che possa sfuggirmi d'inciampo il segreto
il segreto che non ho più paura
 


sabato 5 ottobre 2024

 " I nostri errori sono necessari, sono necessari per sviluppare la nostra individualità, e vanno riconosciuti nel loro vero significato per aiutarci a liberarci veramente " , cosi ho letto dalla Mitobiografia di Bernhard.

 E così qualche tempo fa parlai e incontrai un amico che da parecchio mi sgusciava via e lui disse la stessa cosa di me! E allora ci fermammo dentro una tazza bollente di caffè a parlare e poi mi disse qualcosa che ho ritrovato in questa frase che così estrapolata può non significare nulla o troppo e quindi ancora più nulla ma mi confidò, raccontandosi, che a volte riandava ad alcuni momenti della sua vita, e intensamente le emozioni lo scuotevano, momenti in cui avrebbe, con il senno di poi, agito diversamente, tutta quella serie di errori e cantonate e imbarazzi... oh mi disse, proprio con queste parole, quanti impacci. Mi disse che ripensandoci si sentiva come allora, furioso o imbarazzato a disagio o in colpa, comunque inadeguato, e che per un attimo ha inteso, e se come sono ora, potessi rimettermi in quei panni e tirarmi fuori con brillantezza e acume e con totale padronanza? Una domanda retorica mi parve al momento, ma non subito dopo perchè senza trasalire mi confidò che no, non sarebbe come è ora. Tutti quegli abbagli, e frustrazioni e sconforto anche, tutta l'erosione di quello che credeva di essere, tutto lo sfacelo insomma, è come se lo avesse guidato ad essere come è ora. Non migliore. Non più opportuno. Solo un poco più consapevole, ma giusto un sospiro, e ad accettarsi, senza più sprofondare nell'inadeguatezza. Ecco, mi disse, sarei come ora? Forse la mia vita sarebbe diversa, forse sarei collettivamente più realizzato, ma sarei in grado di vedermi, come ora, distintamente riflesso? Alzandosi si diede un ultimo sguardo allo specchio, con la coda dell'occhio come quando nel cielo sorprendi le stelle svelarsi prima di occultarsi nuovamente. Un cenno come a dire non perdiamoci di vista.



venerdì 6 settembre 2024

 Quante volte aveva immaginato, potrebbe considerarsi un esercizio, la propria morte.
Non che le avesse contate, ma si svuotava d'ogni cosa, di pensieri, di sensazioni, di sè stesso per così dire, e poi non che ci fosse qualcosa, non rimaneva più nulla, eppure era ancora vivo, nonostante non ci fosse più nulla, era ancora vivo ad immaginarsi la propria morte.
Ed ecco che lo prendeva poi una commozione, lo prendeva tanto si stupiva che ci fosse ancora qualcosa, e si commuoveva presenziando alla propria morte. 
Come se si stupisse che quel suo corpo volesse ancora vivere, la volontà della materia vivente, gli imperativi della carne e delle cellule e forse anche dei batteri, era una forza a cui quel pensiero doveva soccombere.
Gli restava solo d'immaginarsi, come fosse un esercizio, la propria morte.

venerdì 29 marzo 2024

 Individui di buon cuore, gentili, amorevoli, generosi
cristalli di ghiaccio ben disposti, mai uguali l'uno all'altro
come fiocchi di neve, come tutto appare simile da lunghe distanze
come tutto si adegua alla prospettiva
Individui di buon cuore, prosperate, diffondetevi
non abbiate timore
preservatevi di mutazione in mutazione perpetuandovi
siate quell'antidoto allo sterminio
 Individui di buon cuore
 
E chi quel buon cuore deve ricrearlo
istante dopo istante
che s'aguzzano gli artigli e scintillano gli aculei
come d'istinto
o velandosi di noncuranza
E chi istante dopo istante
deve dissuadere la sua natura
la natura di cui attorno si è circondato
come a ripararsi
come a bandirsi
e chi supponendo di preservarsi s'accorse di quanto fossero
profonde e solide quelle mura
affilati e aguzzi gli artigli e gli aculei
e istante dopo istante
deve dissuadere quell'istinto ormai sedimentato
e mostrarsi con grazia al mondo
ritrovando quel buon cuore in un riflesso
 
Non ho nulla da lasciare al mondo
se non molecole e rinnovata energia
 


sabato 24 giugno 2023

Vivi nascosto

Occultami, palpebra della fronte, ristorami d'ombra 

Vivi nascosto

Fra la gente, in mezzo ai popoli, senza una maschera a svelarti d'intorno

Vivi nascosto

Leggero, asseconda la gravità, asseconda il contenitore, sii contenuto

Vivi nascosto

sotto l'egida d'una mente stabile, compatta, che possa soccorrerti

Sonda l'ignoto, vivendo nascosto

lunedì 24 aprile 2023

 Prego
Sull'erba sdraiato accogliendo del sole il respiro
il cinguettio degli uccelli
lo stormire delle foglie che rivelano il vento
il fruscio degli insetti.
Diffondo la preghiera senza scopo
senza intenzione.
Non conoscendola non dubito della divinità che lambisce al mio respiro
della tacita invocazione
che nulla chiede per sè e per stessa
 

sabato 7 gennaio 2023

E IO...

E io, approfitto del vento
di ogni congiunzione, maestrale e bonaccia...
la deriva dei sentimenti
eran un unico pulsante grumo 
ero adatto alla sopravvivenza
a risentirmi l'eco stonata
a prendermela per un nonnulla e ad uccidere idoli
sterminati, uno dietro l'altro cadaveri ammucchiati
sterco per qualcosa di migliore
di più bello che sarebbe potuto germogliare
crescere e fiorire
non prima d'aver accoppato l'ultimo
idolo me stesso
ero un unico pulsante grumo
contratto inadempiuto che il tempo s'era cristallizzato
e lo spazio ignoto
ed io ignoto
E io, aprofittai del vento
di un sasso gettato nella palude
mi scossi scrollandomi, un brivido spalancai gli occhi
spalancai il cranio
si mosse ogni cosa
ridistribuendosi
quasi come fosse pazzia lampi dagli occhi emettevo raccoglievo
raccoglievo emettevo respiro come mai
come le piante le radici 
come il fondo che dietro i quanti e quark e quant'altro
fu come se fossi il campo
quel campo dove ogni cosa si svolge
si smaschera
si presenta qual è
E io, migrai
transumai
lasciandomi andare s'una distesa che ero io stesso
alla deriva osservando come tutto facesse parte
d'una unica volontà di consapevolezza. 
 

venerdì 28 ottobre 2022

E LEI..

 E lei viene sempre a prendermi
quando il vento porta via i capelli
quando i germogli vinti dalla nostalgia s'incupiscono
schiacciandosi
schiacciandomi
lei vien sempre a prendermi
quando non ci sono e sono s'un filo d'erba
agitato dalle ali batter d'un qualche insetto
uno qualsiasi che tanto è lieve
ed un attimo
e lei viene sempre a prendermi per mano quando stringo forte il cuore attorno a un baratro
e trattengo il fiato
e trattengo le onde
e trattengo particelle e luce
ed eclisso
come voltandomi come dandoti le spalle
lei viene sempre a prendermi
sollevandomi alla finestra dove tutto è così da sempre
dove tutto si rischiara della notte
dove tutto mi respira

 

                                            
TUTTO TACE

domenica 12 dicembre 2021

DOPO...


 

Estratto da Midnight Mass

giovedì 9 dicembre 2021

SVELAMENTO


 dovendo scegliere se o mi lasciai si lasciò venne lasciato andare alla corrente, più come se fosse una volontà altra, più ampia, e consapevole che quella fosse la cosa giusta da fare lasciarsi andare si mi adagia adagiò al flusso con spontaneità e come se se come fosse parte di sè e parte di esso. Sospinto nel mezzo un'altra porta che non c'era non era stata presa in considerazione sino a che una forza che non so cosa fosse trascinandolo come se si facesse il vuoto tutto attorno e lui io io e queste membra estese ci addentrammo dove era vero e chiaro che io fossi che noi varcassimmo senza nessun impedimento.

 

          

lunedì 31 maggio 2021

 

L'ultimo dei mohicani 

                                                     Collateral